Il riuso. Il collettivo 4 r

Il collettivo 4 r

Di solito le cose si progettano partendo da “zero”, ma trovo sia assurdo pensare di costruire una cosa nuova, quando, con un po’ di inventiva e creatività, quella stessa cosa può essere ricreata a partire da oggetti che avevano un’altra funzione. Trovo inconcepibile pensare di costruire una nuova seduta senza riutilizzare qualcosa di già esistente. Senza parlare, ovviamente, dell’aspetto etico ed ecologico, motivazione principale del mio movimento di riutilizzo creativo.

Oggi, buttiamo via gli oggetti solo perché rotti o mal funzionati, senza nemmeno chiederci se si possano riparare. Negli ultimi decenni, oltretutto, la fine degli oggetti è calcolata a tavolino, dal costruttore: si chiama obsolescenza programmata; la lavatrice non deve durare più di un numero definito di lavaggi, lo stesso vale per tutti gli altri elettrodomestici. In aggiunta a ciò, le case costruttrici fanno in modo che riparare non sia più conveniente: la ricetta del consumismo è servita! Io amo gli oggetti vecchi: hanno fascino perché concepiti e costruiti con un’altra ottica. Erano fatti per durare. Amo recuperarli non solo per ricrearne di nuovi con diverse funzioni, ma anche solo per restaurarli. Sarebbe bello che ogni comune facesse dei mercatini nei quali potersi scambiare gli oggetti che non servono più. Sarebbe una buona pratica: una cosa che non tu non vuoi più, potrebbe interessare ad un’altra persona e in discarica ci finirebbe meno cose.

Sono le parole di Emanuele uno dei componenti del Collettivo 4R, un perito e disegnatore meccanico con la passione per il recupero degli oggetti. Il Collettivo 4R nasce dalla collaborazione di diverse professionalità – artigianato, fotografia, architettura – e lavora sul riuso. Ovvero dare nuova funzione a spazi e oggetti. Nelle giornate del 21 e 22 ottobre i ragazzi del collettivo sono a Padernello che, per quel fine settimana, è diventato teatro di saperi artigiani antichi e nuovi. L’evento zero di un progetto quinquennale Verso il borgo che porterà alla creazione di un vero e proprio borgo artigiano con scuole-bottega, dove sapere e saper fare si fondono e si confondono. I ragazzi del Collettivo 4R sono al Fornello intenti a gonfiare palloncini all’elio.

Cosa sarà?

Un’istallazione , una “nuvola”, ci passeranno sotto le persone.

Dove trovate gli oggetti?

È lui che li recupera. Dice Anna, uno dei tre architetti del gruppo – gli altri sono Alessandro e Laura – indicando Emanuele. Dove li trovi?

Per lo più nei mercatini. Oramai recuperare oggetti dalle discariche è impossibile… un tempo era la mia passione, purtroppo non si può più accedervi per trovare e prendere oggetti perché rifiuti e isole ecologiche sono gestite da cooperative ed enti. Il rifiuto è diventato una risorsa. Sarebbe fantastico poter prendere contatti e stabilire accordi con comuni e gestori delle isole ecologiche per avere accesso al recupero di oggetti nelle discariche del territorio, in quanto riutilizzatori e in un’ottica ecologica di sostenibilità delle risorse.

Gli oggetti andrebbero intercettati prima che arrivino lì.

Sì, attualmente è l’unica possibilità… ci si posiziona fuori della discarica e si aspetta, ma è una soluzione poco pratica.

Come vi siete conosciuti e come è nato il Collettivo 4R?

Per amicizia, passioni ed interessi comuni sono nate alcune collaborazioni. L’idea di unire le nostre competenze e professionalità ci ha portato a formare un collettivo.

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