La legislazione

Legislazione nazionale

Il modello di economia circolare è la risposta proattiva alla crisi del sistema economico lineare, spesso inefficiente e costoso, che si affida esclusivamente sullo sfruttamento delle risorse (poche) per soddisfare i bisogni dei consumatori (molti).
È evidente però che per promuovere la transizione da un modello lineare ad uno circolare occorrono politiche ambiziose, supportate da un quadro legislativo chiaro in grado di dare i giusti segnali agli investitori.

La legislazione italiana radica i propri principi in materia di economia circolare in quella che la la normativa inerente al ciclo dei rifiuti. Il 2 febbraio del 2016, con la legge di stabilità 2016, è entrato in vigore il Collegato Ambientale (legge 28 dicembre 2015, n.221contenente disposizioni in materia di normativa ambientale per promuovere la green economy e lo sviluppo sostenibile. Esso ha permesso che i principi dell’economia circolare entrassero a far parte dell’ordinamento Italiano. Il documento agisce con ampio raggio su tutto ciò che riguarda l’ambiente, dalla gestione dei rifiuti fino alla mobilità sostenibile.

Nonostante l’inclusione di alcuni dei principi dell’economia circolare nella normativa sulla gestione dei rifiuti, c’è ancora molta strada da fare per poter parlare di un quadro normativo organico di riferimento in materia nell’ordinamento italiano. Attualmente, ad esempio, l’esigenza di semplificazione delle procedure autorizzative previste per il riciclo dei materiali, l’esistenza di normative contraddittorie e la mancanza di una normativa sulla qualità del trattamento sono alcuni degli elementi che spingono a definire il quadro normativo nazionale ancora inadeguato. Con l’attesa approvazione della Direttiva europea, nuove sfide di recepimento ed implementazione si apriranno anche nel nostro paese, la cui qualità sarà determinata anche dalla pressione esercitata dalla società civile e dalle realtà economiche che hanno già scelto di implementare processi di produzione virtuosi.

Il quadro normativo di riferimento:

 

Legislazione europea

La transizione verso un’economia circolare per un uso efficiente delle risorse è tra le priorità dell’agenda europea, stabilita nell’ambito della strategia Europea Horizon 2020.

Nel Settembre 2014 la Commissione Europea, in corrispondenza della prevista revisione della legislazione europea sui rifiuti, ha elaborato un pacchetto di misure che si pongono l’obiettivo di ridurre la produzione di rifiuti e di promuovere una più generale transizione verso un’economia circolare.
Tali misure sono contenute nella Comunicazione “Verso un’economia circolare: programma per un’Europa a zero rifuti che ha stimolato l’ingresso della tematica nel dibattito pubblico europeo.

Un nuovo passo avanti è stato fatto il 2 dicembre 2015 con la Comunicazione “L’anello mancante: un piano d’azione europeo per l’economia circolare, documento che ha iniziato ad analizzare l’interdipendenza di tutti i processi della catena del valore: dall’estrazione delle materie prime alla progettazione dei prodotti, dalla produzione alla distribuzione, dal consumo al riuso e riciclo. Si tratta di un articolato pacchetto di misure che comprende l’elaborazione e/o la revisione di alcune proposte legislative, nonché un piano d’azione generale corredato da un allegato in cui è indicata la tempistica prevista per ogni azione.
Il piano d’azione individua misure chiave e aree specifiche di intervento tra cui: la progettazione ecologica, lo sviluppo dei mercati delle materie prime secondarie, l’adozione di modelli di consumo più sostenibili, la gestione dei rifiuti.

Secondo quanto appreso da fonti della Commissione Ue l’approvazione definitiva del “pacchetto economia circolare” (proposte di direttive su rifiuti, discariche, imballaggi) potrebbe arrivare dal Consiglio Ue a giugno 2018.

Dopo l’accordo provvisorio a tre (Commissione, Parlamento e Consiglio Ue) di dicembre 2017 sugli schemi di direttiva sui rifiuti, le discariche, gli imballaggi, i veicoli fuori uso, le pile e i Raee, e dopo la formale approvazione degli Ambasciatori Ue il 23 febbraio 2018 del testo concordato a dicembre, nella giornata del 27 febbraio 2018 la discussione sulle direttive sarà al voto della Commissione Ambiente del Parlamento europeo.

Prossimi passi, secondo quanto comunicato dalla Commissione europea, saranno l’approvazione della assemblea plenaria del Parlamento a maggio 2018 e infine il voto dei Ministri Ue nel Consiglio dell’Unione europea probabilmente a giugno 2018. Ricordiamo che il “pacchetto economia circolare” comprende le quattro proposte di modifica delle direttive sui rifiuti a partire dalla direttiva “madre” 2008/98/Ce e poi le direttive “speciali” in materia di rifiuti di imballaggio (1994/62/Ce), discariche (1999/31/Ce), Raee (2012/19/Ue), veicoli fuori uso (2000/53/Ce) e rifiuti di pile e accumulatori (2006/66/Ce).

Per ulteriori informazioni: ec.europa.eu

Strategia UE sulla plastica: proteggere l’ambiente e promuovere crescita e innovazione.

Proteggere l’ambiente dall’inquinamento causato dalle plastiche e creare le basi per una nuova economia delle materie plastiche. Si può sintetizzare così l’obiettivo della prima strategia europea sulla plastica, attraverso la quale la Commissione auspica che l’Unione europea assuma un ruolo di guida a livello mondiale nella transizione verso la plastica del futuro, contribuendo in questo modo a un’economia più circolare, nella quale l’uso della plastica non sia ostacolato, ma in cui i prodotti vengano ideati fin dalla progettazione pensando alla loro riciclabilità finale.

Per ulteriori informazioni: ec.europa.eu