Pubblicazioni

Letteratura scientifica e reportistica internazionale

Anche in Italia l’interesse per l’economia circolare è cresciuto negli ultimi anni. Lo testimoniano gli studi, gli incontri e le iniziate organizzate sul tema da associazioni di categoria, fondazioni, centri di ricerca.
Tra queste, solo per citarne alcune, la Fondazione Symbola, che in collaborazione con Kinexia Spa ha pubblicato il Rapporto “Waste End. Economia circolare, nuova frontiera del Made in Italy”, la Fondazione Sviluppo Sostenibile, impegnata dalla sua nascita nello sviluppo della green economy in Italia e organizzatrice della Conferenza Hi-Tech&Ambiente 2015 interamente dedicata al tema della circular economy, l’Osservatorio sulla Green Economy dell’Istituto di Economia e Politica dell’Energia e dell’Ambiente dell’Università Bocconi autore della pubblicazione “Economia circolare: principi guida e casi studio”.

  • Documento di inquadramento e di posizionamento strategico “Verso un modello di economia circolare per l’Italia” (a cura di Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare e Ministero dello Sviluppo Economico). Il documento fornisce un inquadramento generale dell’economia circolare e il posizionamento strategico dell’Italia, in continuità con gli impegni adottati nell’ambito dell’Accordo di Parigi sui cambiamenti climatici, dell’Agenda 2030 delle Nazioni Unite sullo sviluppo sostenibile, in sede G7 e nell’Unione Europea.
  • ECONOMIA CIRCOLARE: principi guida e casi studio (a cura di Fabio Iraldo, Irene Bruschi – Osservatorio sulla Green Economy, IEFE Bocconi). Il documento fornisce un inquadramento normativo, il contesto attuale e alcune best practice aziendali.
  • WASTE END – Economia circolare, nuova frontiera del made in Italy (a cura di Symbola e Kinexia). Il rapporto analizza le filiere di raccolta di rifiuti nel nostro paese e propone soluzioni documentate per attuare la strategia zero waste elencando anche i benefici che derivano dall’adozione di questa strategia.
  • WAS (Waste Strategy Annual) Report 2017 (a cura di Althesys). Il report traccia per il waste management italiano alcuni possibili scenari, rivolti all’immediato futuro e allungati alla prospettiva del 2030, delineando gli elementi per una strategia nazionale per superare il grave ritardo nell’attuazione degli obiettivi ambientali fissati dall’Unione Europea e compensare le arretratezze gestionali e ambientali.
  • Green Economy Report 2016 (a cura di Remedia, consorzio che raccoglie EE domestici, RAEE professionali, Pile e accumulatori). Il report fa il punto sull’impatto del sistema di riciclo dei RAEE in Europa, in Italia  e  sull’attività ultradecennale di Remedia.
  • L’economia della ciambella – Sette mosse per pensare come un economista del XXI secolo (a cura di Kate Raworth – Edizioni Ambiente). L’autrice indica sette passaggi chiave per liberarci dalla nostra dipendenza dalla crescita, riprogettare il denaro, la finanza e il mondo degli affari e per metterli al servizio delle persone. In questo modo, si può arrivare a un’economia circolare capace di rigenerare i sistemi naturali e di redistribuire le risorse, consentendo a tutti di vivere una vita dignitosa in uno spazio sicuro ed equo.
  • Neomateriali nell’economia circolare (a cura di Anna Pellizzari ed Emilio Genovesi – Edizioni Ambiente). Il libro presenta una panoramica aggiornata sui materiali che stanno alla base del nuovo paradigma dell’economia circolare.
  • L’economia circolare è il nostro futuro, il cambiamento di paradigma per rilanciare l’economia e salvare l’ambiente (Ecoscienza 2/2017). Un approfondimento sullo stato dell’arte dell’economia circolare a cura di: Arpae Emilia-Romagna.
  • Fondazione per lo Sviluppo Sostenibile. L’uso intelligente dei materiali è una delle colonne portanti dello sviluppo sostenibile. La filosofia della fondazione è quella guardare sempre verso il futuro e a tal fine di stimolare, sostenere ed agevolare il cambiamento dell’attuale modello di produzione e di consumo per raggiungere gli obiettivi della green economy e, con essa, della circolarità. Gli strumenti scelti sono la costruzione del consenso, l’elaborazione di proposte e il supporto conoscitivo.
  • Economia circolare ed uso efficiente delle risorse – Indicatori per la misura dell’economia circolare. Documento redatto congiuntamente dal Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare (MATTM) e dal Ministero dello Sviluppo Economico (MISE), con l’obiettivo di fornire un inquadramento generale dell’economia circolare, nonché di definire il posizionamento strategico sul tema.

Premi e bandi in Italia

  • Io penso circolare. Concorso in sinergia tra La Stampa (Tuttogreen il magazine dedicato all’ambiente e alla sostenibilità) e Aquafil. Premio per Startup nate dopo l’1 novembre 2014 e Centri di Ricerca pubblici che stanno lavorando per dare un contributo innovativo a processi, sistemi, tecnologie e prodotti nel campo dell’economia circolare.
  • Start to be Circular. Bando dedicato a startup impegnate nell’economia circolare. Promosso da Fondazione Bracco, Fondazione Giuseppina Mai e Banca Prossima, con il supporto del Comune di Milano, l’incubatore Speed MI Up, Federchimica e Fondazione Italiana Accenture.
  • Campioni dell’economia circolare. Premio promosso da Legambiente Emilia-Romagna e dalla Regione. L’iniziativa è rivolta ad aziende e associazioni che operano nel territorio regionale e si distinguono per prodotti e processi legati all’economia circolare.
  • Premio per lo sviluppo sostenibile. Promosso dalla Fondazione per lo sviluppo sostenibile e da Ecomondo, è assegnato a imprese che si siano particolarmente distinte per attività e impianti che producano rilevanti benefici ambientali, abbiano un contenuto innovativo, positivi effetti economici e occupazionali ed abbiano un potenziale di diffusione. L’iniziativa non ha scopo di lucro e la partecipazione delle imprese è libera e gratuita.

Ellen MacArthur Foundation

L’economia circolare, secondo la definizione che ne dà la Ellen MacArthur Foundation, “è un termine generico per definire un’economia pensata per potersi rigenerare da sola. In un’economia circolare i flussi di materiali sono di due tipi: quelli biologici, in grado di essere reintegrati nella biosfera, e quelli tecnici, destinati ad essere rivalorizzati senza entrare nella biosfera“. L’economia circolare è dunque un sistema in cui tutte le attività, a partire dall’estrazione e dalla produzione, sono organizzate in modo che i rifiuti di qualcuno diventino risorse per qualcun altro. Nell’economia lineare, invece, terminato il consumo termina anche il ciclo del prodotto che diventa rifiuto, costringendo la catena economica a riprendere continuamente lo stesso schema: estrazione, produzione, consumo, smaltimento.

Riferimento: www.ellenmacarthurfoundation.org

Letteratura scientifica e reportistica internazionale

  • Rapporto sui progressi a livello europeo nell’attuazione del Piano d’Azione UE per l’economia circolare / Report from the Commission to the European Parliament, the council, the european economic and social committee and the committee of the regions on the implementation of the Circular Economy Action Plan (a cura della Commissione Europea).
  • Environmental indicator report 2017 (a cura dell’Agenzia Europea dell’Ambiente)
  • Report su economia circolare e mobilità “Redefining competitiveness through the circular economy” (a cura di Peter Lacy, Andreas Gissler e Mark Pearson, Accenture)
  • Circular by design – products in the circular economy affronta specificamente cosa guida la progettazione industriale e come i trend emergenti di produzione e consumo possano favorire o ostacolare un uso dei materiali più circolare e più efficiente (a cura dell’Agenzia Europea dell’Ambiente).
  • Rapporto More from less: material resource efficiency in Europe (2016), in aggiornamento nel 2018: fornisce una panoramica delle misure intraprese nei diversi Paesi Europei per migliorare l’efficienza nell’uso delle risorse attraverso l’ausilio di indicatori e di schede per ciascuna nazione.
  • Rapporto “Fashion at the crossroads” (a cura di Greenpeace). Il rapporto raccoglie quasi 400 esempi di alternative al modello corrente di industria della moda, che consuma troppe risorse. Per la prima volta viene presentata una rassegna di soluzioni già praticate che, messe insieme in un quadro coerente, aiutano a disegnare un futuro più sostenibile per la produzione di tessuti e abiti.
  • Global Opportunity Report 2017 (a cura di DNV GL – Business Assurance, dal Global Compact delle Nazioni Unite e da Sustainia). Il report è stato concepito come risposta al Global Risk Report pubblicato ogni anno dal World Economic Forum. Gli autori del rapporto 2017 hanno condotto un sondaggio fra 5500 leader del mondo imprenditoriale, della politica e della società civile in cinque continenti, chiedendo loro di classificare 15 opportunità di sostenibilità. Per ognuna, sono stati evidenziati 120 progetti in corso di realizzazione nel mondo, che possono ben esemplificare le soluzioni pratiche, spesso stimolanti, apportate alle sfide globali.
  • The New Plastics Economy: Rethinking the future of plastics & Catalysing action (a cura di New Plastics Economy e Ellen MacArthur Foundation). Questo rapporto fornisce un nuovo modo di pensare alla plastica, allineato ai principi dell’economia circolare.
  • A new textiles economy: Redesigning fashion’s future (a cura di Ellen MacArthur Foundation). Il rapporto delinea una visione e definisce le ambizioni e le azioni – basate sui principi dell’economia circolare – per ridurre gli impatti negativi e catturare un’opportunità economica che vale 500 miliardi di dollari, trasformando il modo in cui i vestiti sono progettati, venduti e usati.
  • Cities in the Circular Economy: an Initial Exploration (a cura di Ellen MacArthur Foundation). Questo documento delinea alcune delle sfide che le città stanno affrontando nell’economia lineare di oggi, esplora l’alternativa di una “città circolare” e raccoglie le nostre ricerche fino ad oggi sui benefici di un’economia circolare per le città.
  • Urban Biocycles (a cura di Ellen MacArthur Foundation). Questo documento si concentra sul potenziale del volume significativo di rifiuti organici che coinvolge l’ambiente urbano.
  • The Circular Economy: A Wealth of Flows – 2nd Edition. (a cura di Ellen MacArthur Foundation). Questa rivisitazione del volume contiene un capitolo interamente nuovo, che amplia il ruolo del digitale; su come vediamo il mondo; come funziona realmente l’economia e come possiamo agire al suo interno.
  • Achieving ‘Growth Within’ (a cura di SYSTEMIQ, in collaborazione con Ellen MacArthur Foundation e sponsorizzato da SUN). la relazione ha individuato dieci interessanti innovazioni circolari e priorità d’investimento per l’Europa fino al 2025, per un totale di 320 miliardi di euro.
  • Il rapporto dell’UNEP-IRP Resource Efficiency: Potential and Economic Implications (2017) rappresenta una rassegna sul tema. Analizza i trend storici, presenta una serie di “buone pratiche”, valuta possibili traiettorie future, definisce le principali sfide e opportunità della transizione. Il principale messaggio del rapporto è che muoversi in direzione dell’economia circolare offre vantaggi sia dal punto di vista economico che ambientale.
  • L’Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico con sede a Parigi, ha prodotto negli ultimi 20 anni una serie di studi sul tema dei flussi di materia, della gestione sostenibile dei materiali, dell’efficienza delle risorse e dell’economia circolare da cui derivano utili linee guida sia per l’azione politica che per le imprese, riportate nel rapporto Policy guidance on resource efficiency (2016). Concetti quali eco-design, responsabilità estesa del produttore (EPR), durata dei prodotti, piramide gerarchica nella gestione dei rifiuti, simbiosi industriale, dissociazione (“decoupling” tra valore aggiunto e quantità di risorse utilizzate) costituiscono elementi precipui della transizione verso un’economia più “leggera”.
  • La situazione in Cina. A Review of the Circular Economy in China: Moving from Rhetoric to Implementation (a cura di Biwei S., Heshmatt A. e Geng Y.).